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Dinosauri o scarafaggi?

La tecnologia che abbiamo tra le mani ovunque ed in ogni momento del giorno (e della notte!) è il motore che sta spingendo il cambiamento nel settore della pubblicità. I vecchi modelli, ovvero come abbiamo inteso il lavoro dell’agenzie ed il comportamento dei clienti è superato: continuando a comportarci come in passato è preludio ineluttabile alla scomparsa. Intendiamoci: questo monito vale in primis per i marketer (per cui noi in prima linea)! L’industria pubblicitaria e del marketing sta attraversando una profondissima fase di cambiamento, una vera e propria rivoluzione. Si trova a dover vendere prodotti senza infastidire il cliente, a cercare di raggiungere una nuova generazione abituata a schivare la pubblicità, e catturare l’attenzione del consumatore. Tutto questo in un’epoca in cui vi è una vasta offerta di media, e il pubblico “di massa” diventa sempre più raro. Lo spostamento dal modello tradizionale a quello attuale è iniziato alla fine degli anni ‘90, e il suo impatto è evidente. La pubblicità è il ponte tra produttore e consumatore ed oggi quel ponte sta traballando: da una parte i consumatori, che sempre più pretendono contenuti “gratuiti”, dall’altra “l’industria” pubblicitaria, senza la quale questi contenuti non avrebbero modo di esistere. Chi invece ha (già) accettato la tecnologia, cambiando il modo di operare ed intendere le modalità di interazione con la propria clientela ed audience, è certo di superare anche questa ennesima crisi, emergendo vittorioso dalle macerie. Vediamo come. Una delle verità accettate del settore è che non si può sapere a prescindere quale sarà l’efficacia di una pubblicità. Con tutte le nuove tecniche che stanno emergendo, una cosa è certa: la pubblicità mirata, basata su dati ed algoritmi, sarà centrale. Il termine Advertising deriva dal verbo “avert”, ovvero distrarre. Tutte le agenzie pubblicitarie lavorano per attirare l’attenzione. L’industria pubblicitaria è nata con l’intento di promuovere nuovi prodotti, raggiungendo il maggior numero possibile di potenziali acquirenti. Oggi il marketing si è evoluto, e include molto più della semplice pubblicità: dalla ricerca di mercato alle pubbliche relazioni, dalla brand identity ai social media. La rivoluzione digitale ha portato dei profondi cambiamenti, e i clienti delle agenzie sono preoccupati. Questo inevitabilmente si riflette sulle loro scelte. Agenzie storiche si trovano ora a dover competere con nuove figure sul mercato (es.: gli influencer), che hanno fin da subito sfruttato e plasmato i nuovi metodi comunicativi. Molta pubblicità online è generata da macchine ed algoritmi, che di fatto tagliano fuori l’intermediario. Per sopravvivere, i marketer e le agenzie dovranno diventare amici delle macchine e adottare queste nuove tecnologie. Faccio un salto indietro al tempo dei miei primi passi nel mondo della pubblicità e del marketing, e come sottilinea Michael Kassan, c’era un modo semplice di vedere le cose: c’erano i Mad Men, ovvero i creativi, poi i Media Men, che si occupavano dei media, e infine i Math Men, ovvero chi si occupa di numeri. Ed Oggi? E’ evidente che queste tre figure sono ricoperte da un solo individuo (tra l’altro anche di difficile individuazione). Ed è quello che i clienti vogliono. Oggi tutto verte attorno a numeri, dati, algoritmi, intelligenza artificiale. Un esempio della centralità della tecnologia lo fornisce Amazon con Alexa, il suo assistente digitale, che proprio dallo scorso Natale sta vivendo la sua epopea. Nel 2016 sono cominciate le prime manifestazioni della nuova rivoluzione: quella del consumatore contro la pubblicità. La diffusione dei dispositivi mobili ha avvicinato la pubblicità al consumatore, ma lo ha anche dotato di strumenti per schivarla. Il consumatore del 2019 è quindi sia il target che l’antagonista. Per cui vanno adottate tecniche che si adattano a questo nuovo contesto: Storytelling in grado di emozionare, coinvolgere e cattuare attenzione e consenso; Live Experience in grado di attrarre il cliente verso emozioni difficilmente replicabili on line o presso altri competitor; “Native ads”, ovvero pubblicità create per sembrare contenuti e notizie, che si integrano nell’esperienza di navigazione senza diventare elementi di disturbo.

Realizzazione siti web Foggia

Realizzazione siti web Foggia

Non è un mistero ormai che i siti web siano diventati dei veri e propri biglietti da visita per le aziende, per i loro brand e le attività. Con l’aumentare delle possibilità di mercato gli utenti sono diventati molto diffidenti e prima di acquistare un prodotto o affidarsi ad un servizio, è prassi comune andare sul web a sbirciare, leggere recensioni e soprattutto confrontare le varie proposte. Scegliere un’agenzia per sviluppare un sito web Realizzare un sito web dunque è una necessità primaria se si vuole permettere ad un brand di decollare e di distinguersi dalla molteplicità di competitor. La difficoltà purtroppo ricade sulla scelta della giusta agenzia a cui affidarsi e di cui fidarsi. La maggior parte delle web agency dopo aver realizzato un sito web e aver mostrato al cliente (che magari non ha alcuna familiarità con il settore) quello che ha creato e buttato sul web, si lava le mani e “avanti il prossimo”. Non è così che funziona, perché per realizzare un sito web non bastano le capacità di creazione e strutturazione del corpo del sito web, ma occorre: posizionare il sito web con specifiche tecniche e strategie di SEO (Search Engine Optimization) trovare le parole chiave con cui far uscire il sito web nella pagina dei risultati di ricerca (in gergo SERP, “Search Engine Results Page) ottimizzare le immagini per il motore di ricerca, diminuendo il peso, inserendo i tag e le giuste dimensioni Queste sono solo alcune delle capacità di cui un web master deve essere fornito, ma di cui la maggior parte non ha cura perché sono operazioni che richiedono impegno e dedizione. Scegli Strinet per realizzare il tuo sito web Strinet è un’agenzia pubblicitaria a 360°. Per i clienti che scelgono di rivolgersi a noi per realizzare il proprio sito web, c’è anche la possibilità di richiedere: gestione delle pagine social (Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin): analisi preliminare di posizionamento dell’azienda, creazione di contenuti testuali e grafici, sponsorizzazioni a pagamento per aumentare la visibilità, piano editoriale ad hoc, monitoraggio delle campagne e reportistica invio di contenuti personalizzati ai clienti tramite campagne di SMS marketing e E-mail Marketing, per cui è possibile usufruire del servizio di comunicazione integrata Strinet Platform realizzazione di APP collegate al sito web: miglioramento ed ampliamento delle prestazioni dell’attività e dell’usabilità da parte dell’utente affissioni e servizio di outdoor: poster, manifesti, cartellonistica interna ed esterna di piccole medie e grandi dimensioni Strinet si aggiorna e amplia i propri servizi per poter assicurare ai propri clienti una soluzione completa per la pubblicità ed il marketing dei business di ogni settore. Goditi una posizione rilevante sul web, distinguiti e scegli Strinet per la realizzazione di siti web a Foggia: saranno i clienti poi a scegliere TE!

Negozi: è finita un’era, ma esiste una possibilità di successo

Negozi

Più della metà delle maggiori 500 aziende esistenti nel 2000 oggi non ci sono più, sono sparite dalla lista a causa di fusioni, acquisizioni, bancarotte. Questo è successo negli Stati Uniti. Giganti come General Electrics o IBM che erano nella lista nel 1955 e esistono ancora oggi ma si sono trasformate, concentrandosi sul raggiungimento dei risultati per i loro clienti piuttosto che sulla vendita di attrezzature. Le new entry della lista come Amazon, Google, Facebook, Apple, Netflix non hanno mai pensato a se stesse come ad aziende di prodotti. Le nuovissime come Uber, Spotify e Box hanno inventato nuovi mercati, nuovi servizi, nuovi modelli di business e nuove tecnologie e piattaforme. L’intuizione di queste nuove aziende sono fondamentalmente 2: 1. aver capito che viviamo in un mondo digitale e mobile 2. I clienti sono diversi da 20 anni fa: si sono evoluti. Nel nostro mondo i clienti preferiscono i risultati alla proprietà, la personalizzazione alla standardizzazione, desiderano un miglioramento costante non l’obsolescenza controllata, servizi non prodotti. Non è un mistero che i consumatori oggi hanno la capacità di valutare, criticare e acquistare in ogni momento e ovunque. Si aspettano che qualsiasi informazione o servizio desiderato sia disponibile su qualsiasi dispositivo appropriato, nel contesto e nel momento del bisogno. Riflettendoci bene i clienti desiderano il passaggio non la macchina, il latte non la mucca, la musica non il disco. Si tratta di un processo irreversibile, ma che ha in se molte opportunità: Sempre negli Stati Uniti nel 2017 è stato battuto un record: più di 7000 negozi hanno chiuso. L’ecommerce è chiaramente il futuro. Oggi rappresenta più del 13% del mercato del retail con una crescita del 15% ogni anno. Negli Stati Uniti Amazon oggi possiede circa 90 milioni di membri Prime, eppure l’85% delle vendite al dettaglio avviene ancora in negozi fisici (in Italia è il 89% circa). Tuttavia è incorso una tendenza interessantissima: numerosi brand online stanno aprendo degli store fisici e diverse aziende stanno togliendo alcuni prodotti dai loro siti di ecommerce per aumentare il traffico nei loro negozi (ad esempio, oggi non puoi più comprare caffè su Sturbuck.com). Questo avviene perché on line è complicatissimo differenziarsi con i competitor (qualunque cosa tu faccia sul tuo e-commerce può essere facilmente replicata) nei negozi fisici invece puoi creare delle esperienze davvero uniche e interessanti. I negozi tradizionali non sono morti, devono solo cambiare il modo di intendere il business: partire dal cliente invece che dal prodotto, creare esperienze al cliente. In altre parole: in un negozio fisico c’è la possibilità di dare valore molto più semplicemente. Dopotutto siamo animali sociali, per cui preferiamo il rapporto personale alla freddo schermo di uno smartphone. Anzi, lo smartphone è l’assist man che crea le condizioni per agganciare i clienti e spostarli dall’on line all’esperienza vera.

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