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Negozi: è finita una era, ma esiste una possibilità di successo

Più della metà delle maggiori 500 aziende esistenti nel 2000 oggi non ci sono più, sono sparite dalla lista a causa di fusioni, acquisizioni, bancarotte. Questo è successo negli Stati Uniti.

Giganti come General Electrics o IBM che erano nella lista nel 1955 e esistono ancora oggi ma si sono trasformate, concentrandosi sul raggiungimento dei risultati per i loro clienti piuttosto che sulla vendita di attrezzature.

Le new entry della lista come Amazon, Google, Facebook, Apple, Netflix non hanno mai pensato a se stesse come ad aziende di prodotti. Le nuovissime come Uber, Spotify e Box hanno inventato nuovi mercati, nuovi servizi, nuovi modelli di business e nuove tecnologie e piattaforme.

 

L’intuizione di queste nuove aziende sono fondamentalmente 2:

1. aver capito che viviamo in un mondo digitale e mobile

2. I clienti sono diversi da 20 anni fa: si sono evoluti.

 

Nel nostro mondo i clienti preferiscono i risultati alla proprietà, la personalizzazione alla standardizzazione, desiderano un miglioramento costante non l’obsolescenza controllata, servizi non prodotti.

Non è un mistero che i consumatori oggi hanno la capacità di valutare, criticare e acquistare in ogni momento e ovunque. Si aspettano che qualsiasi informazione o servizio desiderato sia disponibile su qualsiasi dispositivo appropriato, nel contesto e nel momento del bisogno.

 

Riflettendoci bene i clienti desiderano il passaggio non la macchina, il latte non la mucca, la musica non il disco.

 

Si tratta di un processo irreversibile, ma che ha in se molte opportunità:

Sempre negli Stati Uniti nel 2017 è stato battuto un record: più di 7000 negozi hanno chiuso. L’ecommerce è chiaramente il futuro. Oggi rappresenta più del 13% del mercato del retail con una crescita del 15% ogni anno. Negli Stati Uniti Amazon oggi possiede circa 90 milioni di membri Prime, eppure l’85% delle vendite al dettaglio avviene ancora in negozi fisici (in Italia è il 89% circa).

Tuttavia è incorso una tendenza interessantissima: numerosi brand online stanno aprendo degli store fisici e diverse aziende stanno togliendo alcuni prodotti dai loro siti di ecommerce per aumentare il traffico nei loro negozi (ad esempio, oggi non puoi più comprare caffè su Sturbuck.com).

 

Questo avviene perché on line è complicatissimo differenziarsi con i competitor (qualunque cosa tu faccia sul tuo e-commerce può essere facilmente replicata) nei negozi fisici invece puoi creare delle esperienze davvero uniche e interessanti. I negozi tradizionali non sono morti, devono solo cambiare il modo di intendere il business: partire dal cliente invece che dal prodotto, creare esperienze al cliente.

In altre parole: in un negozio fisico c’è la possibilità di dare valore molto più semplicemente. Dopotutto siamo animali sociali, per cui preferiamo il rapporto personale alla freddo schermo di uno smartphone.

 

Anzi, lo smartphone è l’assist man che crea le condizioni per agganciare i clienti e spostarli dall’on line all’esperienza vera.

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